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Bosco dei Cuturi e di ROSAMARINA

NOTIZIE STORICHE e collocazione geografica

Bosco Cuturi


Fino a qualche decennio fa, molti boschi cingevano Manduria come quello di contrada Potenti, molto esteso e ricco di vegetazione, quello diSan Martino, ora in territorio di Avetrana, e quello della ‘Ncedda. Vi è ancora chi ricorda l’esteso manto di lecci che copriva le pareti e i dintorni del canale di San Nicola,che fu tagliato alla fine della seconda guerra mondiale nel 1945. Oggi, nel territorio di Manduria, soltanto due appezzamenti alberati sono rimasti a testimoniare, in qualche modo, l’antico manto forestale: i boschi di “ li Cuturi”e di “la Rosamarina”.

Il bosco di li Cuturi si trova a circa 80 metri sul livello del mare e si
estende per 35,7 ettari; quello di la Rosamarina è anch’esso a 80 metri circa sul livello del mare e si estende per 15 ettari. Quattro ettari del bosco di li Cuturi sono stati comprati dalla cooperativa che ha rilevato l’omonima e attigua masseria, il resto è di proprietà della famiglia Schiavoni di Manduria, che lo comprò nel 1827 dalla famiglia Imperiali. Anche il bosco di la Rosamarina è di proprietà della famiglia Schiavoni.
Per raggiungere i due boschi si deve percorrere la strada provinciale che, da Manduria, conduce a San Pietro in Bevagna, per circa 6 Km fino alla confluenza con la strada in terra battuta, che, procedendo verso sud-est, porta alla masseria Cuturi e alla masseria Scalella. Il bosco di li Cuturi si trova a circa 1 Km dalla deviazione, mentre quello di la Rosamarina è separato dal primo da una distanza di circa un altro chilometro procedendo sulla stessa strada.


Nel bosco di li Cuturi sono state individuate due aree di interesse archeologico: la prima è posta sul confine est, la seconda a nord-est tra il muro di confine e la strada provinciale per San Pietro in Bevagna. In entrambe le aree sono state rinvenute parecchie tombe scavate nella roccia e risalenti al periodo messapico.
Nei pressi della masseria di li Cuturi, non molti anni fa, sono stati rinvenuti antichi depositi scavati nella roccia. I due boschi sono stati sottoposti nei secoli a tagli periodici e programmati: alcune ceppaie ancora esistenti lo testimoniano.
 

La legge regionale del 24 Luglio 1997 della regione Puglia indica i due boschi come zone di alto interesse naturalistico e destinate a divenire AREE NATURALI PROTETTE.
In entrambi i boschi, nonostante i cartelli di divieto di caccia, numerosi sono i cacciatori che cacciano i numerosi uccelli e i pochissimi mammiferi che ancora vi abitano. I tassi sono ormai scomparsi, le volpi continuano a vivere anche se in ristrettissimo numero ed in equilibrio molto precario; più numerosi sono i ricci che si nutrono degli insetti che sono numerosissimi. Una volta giungevano in queste zone, seguendo le greggi, anche i lupi. Si racconta che gli ultimi furono uccisi proprio in questi boschi dal cacciatore, Giuseppe Valentini, guardiano della masseria di Fellicchie. I lecci del bosco di li Cuturi hanno fornito alla popolazione per secoli, i tronchi penitenziali per la processione di san Pietro.